Essendo un paese di origine contadina vi erano
nel passato molti riti di antica origine e l'anno era scandito da
feste religiose, molte tradizioni si sono perse ma alcune tuttora
rivivono durante l'anno.
Epifania: ogni anno viene rinnovata la
tradizione del "dono" al Bambino Gesù. Tutti i bambini donano al
Bambini Gesù, posto sull'altare, un loro gioco, dolce e quant'altro;
i doni raccolti poi vengono rivenduti alle famiglie ed il ricavato
viene inviato ai missionari che a loro volta faranno dono ai bambini
della missione.
Giubiana: l'usanza di accendere i falò in
gennaio è diffusa un po' ovunque in tutta la Lombardia e non solo,
si collega ad antiche leggende contadine legate alla "Giobbianna" o
"Strega dell'inverno".
Il nome può derivare dal piemontese "Giobbia", giovedì, giorno in
cui si riunivano le streghe oppure, come sostenuto da molti altri
studiose, il nome può derivare da Giove e quindi da antichi riti
pagani. Qualunque sia la sua origine, la Giobbianna è il simbolo
dell'inverno e deve essere bruciata su un grande e bel falò affinchè
i mali invernali scompaiano e la nuova stagione sia felice e
propizia: ecco perché tutti aspettano un grande fuoco dritto verso
il cielo. Nel famoso dizionario dell'800 del Cherubini la Giobbianna
è definita "fantasma" e "… in Brianza non sono rari ancora coloro
che asseverano di averla veduta…". A Guanzate questo rito è stato
introdotto nel 1975 dal Gruppo Giovani '70 e nell'ultimo sabato di
gennaio in Piazza Partigiani, dopo la sfilata nelle vie del paese e
la sentenza letta dal boia, la "Giobbianna" viene collocata sulla
pira ed avvolta dalle fiamme.
Carnevale Un tempo tutti i bambini mascherati andavano per ogni casa
e chiedevano a gran voce "cocò, cocò, cocò…." Oggi invece il
carnevale si trascorre facendo una piccola sfilata nelle vie del
paese per rallegrare i bambini, coriandoli e quant'altro sono i
segni che il giorno dopo si hanno della felice festa.
Mangiacuscienza: i guanzatesi hanno il
nomignolo di "Mangiacuscienza" e questo è dovuto ad un racconto
tramandato di padre in figlio. Intorno al 1859, anni di guerra e di
fame, il Parroco Pietro Mozzanica aveva una cagnetta di nome
Coscienza a cui era molto affezionato. Una notte i ladri entrarono
nella sua casa, rubarono quel poco che il Parroco aveva ed uccisero
per mangiare la cagnetta. Al mattino il Parroco, ritrovando la pelle
e gli avanzi capì ciò che i ladri avevano fatto ed alla domenica,
durante la Santa Messa, con dolore disse: "Chi da Guanzaa m'han
mangiaa la Cuscienza col cugiaa"; ecco da dove proviene il nomignolo
Mangiacuscienza!
I giorni della Merla: un'altra festa o
meglio usanza, di tradizione contadina, era quella del 31 gennaio;
uomini e soprattutto i ragazzi correvano per le strade (allora
pavimentate in acciottolato) trascinando "i toll" o meglio latte
legate tra loro con corde, facendo un enorme baccano per far
"scappare il gelo" cioè l'inverno, candando una filastrocca "Ghe fo
Gene, ghe dent Fevre, le morta la dona dal Spizie, le morta in pè le
morta setada giò, la su dona le là anca mo". Questa usanza si è
persa nel tempo e dal 1975 è stata sostituita con il Rogo della
Giubiana.
Detti Popolari
6 Gennaio
L'Epifania tutt i fest la mena via
L'epifania tutte le feste porta via
20 Gennaio
Sant Antoni dala barba bianca fam truà ul pan sal manca
Sant'Antonio dalla barba bianca fammi trovare il pane (è
inteso come lavoro) se mi manca
20 Gennaio
San Sebastian, frecc da can
San Sebastiano, freddo da cani
21 Gennaio
Par Santa Agnees a cuur la luserta sula scees
Per Santa Agnese corre la lucertola sulla siepe
31 Gennaio
Ghé foo genee ghe den febree viva la dona dal spiziee
E' finito gennaio, inizia febbraio evviva la moglie del
farmacista
Ultimo giovedì Gennaio
Chi mangia i codeghit sa fa minga cagna in estaa dai
muschit
Chi mangia i salamini non si fa morsicare in estate dai
moscerini
2 Febbraio
Par la Candelòra se al pioev dal'invernu sem foera
Se piove per la Candelora dall'inverno siamo fuori
3 Febbraio
A San Biaas ul frecc l'è raas
A San Biagio il freddo è stanco
Carnevale
A carnevàa ogni scherz al varr
A carnevale ogni scherzo vale
Carnevale
Ul carnevàa l'è un bof e lo fa chi pò
Il Carnevale è un soffio e lo fa chi può
Il Sabato Santo
Trista la pulastra ca la fa minga l'oef per Pasqua
Triste la gallina che non fa l'uovo per Pasqua
15 giugno
A San Vit e Mudest l'è pecc l'acqua che i tempes
A San Vito e Modesto è peggio la pioggia della grandine
21 giugno
Par San Lüiìs anca i lumach cascian i barbiìs
Per San Luigi anche alle lumache crescono i baffi
24 giugno
San Giüann fa mai ingann
San Giovanni non fa mai inganni
29 giugno
A San Pedar madüran i scirees
A San Pietro maturano le ciliege
26 luglio
A Sant' Ana cuur l'acqua par la piana
A Sant' Anna scorre l'acqua nella pianura
10 agosto
Par San Lurenz l'uga la tencc
Per San Lorenzo l'uva si colora
15 agosto
S'al piöev a la Madona l'è anmò bona
Se piove a Santa Maria Assunta è ancora buona
24 agosto
L'acqua dopu San Bartulumee l'è bona da lavà i pee
La pioggia dopo San Bartolomeo è buona per lavare i piedi
24 agosto
Dopu ul Feragost ul süu l'è fosch
Dopo Ferragosto il sole è velato
24 agosto
Ul süu d'Agost ingana la massèra, ul preet e l'ost
Il sole di Agosto inganna la massaia, il prete e l'oste
14 settembre
L'acqua da Santa Cruus la slenza tucc i nus
La pioggia di Santa Croce fa cadere tutte le noci
21 settembre
San Mattee fa piöev danee
San Matteo fa piovere soldi
29 settembre
A San Michel ul cald al munta in ciel
A San Michele il caldo sale in cielo
18 ottobre
O bagnàa o sücc, par San Luca sumènan tucc
Con la pioggia o con il sole, per San Luca seminano tutti
18 ottobre
Or de San Luca nespol e castagn se spelücca
Per San Luca nespole e castagne si aprono
18 ottobre
A San Gall se sumèna al pian e a vall
A San Gallo si semina in pianura e in collina
3 Dicembre
Santa Bibiana la voer i pedù da lana
Santa Bibiana vuole i calzini di lana
13 Dicembre
Santa Lucia l'è ul dì pussee curt ca ga sia
Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia
23 Dicembre
Ul Sant Viturìn al fa festa cunt un bicer da vin
Il Santo Vittorino fa festa con un bicchiere di vino
Settimana precedente
il S. Natale
'na piuma e 'na piumètta sa peera anca l'uchèta
Una piuma e una piumetta si spenna anche l'ochetta
25 Dicembre
Nataal l'è ul dì dal mangia e taas
Natale è il giorno del mangia e taci