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Cascine

 

Le cascine costituiscono uno degli ultimi aspetti dell'architettura contadina del paese, sono situate in zone periferiche vicino alle coltivazioni ed alle stalle ove gli abitanti lavoravano e ne traevano il loro sostentamento. Oggi sono state ristrutturate ed hanno perso molto del loro aspetto caratteristico, alcune non hanno più la funzione di cascina contadina ma bensì sono strutture residenziali.


Cascina Vai

La Cascina Vai si trova a ovest del paese ed è tuttora abitata. Una parte è stata restaurata e sono state aggiunte nuove costruzioni; tuttora vi è un contadino che vive e lavora con la sua famiglia. Nella cascina vi è una casa vecchia e tradizionale, sempre appartenuta alla famiglia del Dott. Giuseppe Guffanti, medico per molti anni in paese, sopra a questa casa vi è una torretta e sul muro vi è dipinta una meridiana. Inoltre la cascina Vaj è comunemente chiamata "Cancanin" perché la zona ove essa sorge, soprattutto in origine, era caratterizzata da stradine sinuose con molte curve: da qui la sua identificazione con il cancan, un lungo ferro con raggio di 1 cm. A forma spirale, inserito nel muro esterno delle stalle per legarci gli animali. In nome Cancanin prende spunto quindi dalla forma del cancan, forma indispensabile per rimanere fissato nel muro mantenendo la dovuta resistenza di fronte alla forza dei cavalli che vi venivano legati. In seguito, forse perché questa zona rappresentava una facile e breve via per raggiungere Fenegrò, era stata ribattezzata "vai" per il via vai di persone che vi transitavano.


Cascina Cinq fo

Nella tradizione il nome Cinq Fo significa cinque faggi, perché alcuni frati che vi abitarono, per costruire la loro chiesetta abbatterono cinque faggi; era il 1600 e costruirono un piccolo convento per accogliere le persone più bisognose; dopo alcuni decenni i frati abbandonarono il Cinq Fo ed al loro posto si insediarono i contadini che coltivavano gelsi per l'allevamento dei bachi da seta. Durante l'insediamento contadino la cascina si ampliò e furono costruite stalle e fienili per l'allevamento del bestiame. Nel 1979 la zona si trasformò in residence privato ed attualmente la cascina è stata completamente rifatta assumendo l'aspetto di un piccolo villaggio residenziale. Va comunque ricordato che, oltre al significato "cinque faggi", alcuni studiosi sostengono che il significato sia "cinque fuochi" o meglio tradotto in cinque feudi, cinque famiglie.


Cascina Gerbone

Il nome deriva dalla convinzione che il terreno circostante non era coltivabile ma, dopo la seconda guerra mondiale, chiusi alcuni portici perché pericolanti, il Signor Dante Giudici vi andò ad abitare e riuscì a coltivare i terreni. Attualmente la cascina è residenziale ma vi sono ancora conservati magnifici alberi da frutta che generosamente regalano le famose "ciliegie del Gerbone".


Cascina Carlotta

Questa Cascina è appartenuta alla famiglia Grossi sino al 1918-1919 quando fu acquistata dalle famiglie Pasina, Riva e Spini provenienti da Colico. Venivano coltivati i campi e i gelsi per l'allevamento dei bachi da seta, vi si raccoglievano i covoni per la trebbiatura, a ricordo vi è ancora una targa con scritto "Casa della trebbia". Con l'avvento dell'industria alcune terreni furono venduti per costruire fabbriche. Attualmente vi si allevano maiali e i terreni sono coltivati per avere il mangime per l'allevamento; parte della cascina è comunque diventata residenziale.


Cascina Baia del Re

La Cascina era considerata una delle cascine più lontana dal paese, infatti per raggiungerla esisteva solamente una piccola stradina tra due rivoni e d'inverno, con la neve, era quasi impossibile raggiungerla. Nel 1940 vi abitava una famiglia chiamata "por Cicio", dal 1951 vi abita la famiglia Tolfo che ha ristrutturato la cascina ed attualmente svolge l'attività contadina di coltura dei terreni per conto proprio e per terzi, non vi sono animali.


Cascina Montevecchia

La Cascina fu edificata nel 1800 dal Dottor Giacomo Mazza che alla sua morte la donò al Comune che la mise in vendita. Nel 1917 fu acquistata dal guanzatese Paolo Pagani che trasformò la bella casa in tenuta agricola e iniziò la coltivazione di vigneti di cui sono ancora visibili alcune terrazze. Attualmente la cascina è in stato di semiabbandono.


Cascina Deo

La cascina è stata costruita nel 1876 e vi abitava il prof. Ambrogio Sordelli ed era una cascina prevalentemente agricola. Attualmente non esiste più essendo stata completamente restaurata ed ampliata e trasformata in casa residenziale.


Cascina Locco

Attualmente la Cascina Locco non è più visibile essendo stata completamente trasformata in casa residenziale ma va comunque ricordata per gli avvenimento che vi sono successi durante il secondo conflitto mondiale. Alla "Cascina del Corvo" detta il "Locc" nell'Aprile del 1944, alla guida di Luigi Clerici di Cadorago, si costituì ed operò il GAP "Nanetti", Gruppo di azione partigiana chiamato Nanetti in memoria di un antifascista caduto nella guerra di Spagna.


Cascina Madonna

Venne costruita nel 1729 come abitazione per il custode della Chiesa. Nel 1933 fu acquistata dal signor Vittorio Sordelli che si dedicò all'attività agricola e aggiunse in seguito la stalla ed il portico. Attualmente una piccola parte è utilizzata da un nipote per continuare l'attività agricola di coltivazione dei terreni.


Cascina Fornaci

E' la zona di Guanzate che si trova a confine con Bulgarograsso. L'origine del nome deriva da un'antica fornace per fabbricare mattoni che si trovava sulla destra della strada verso Bulgarograsso. La fornace fu costruita dai padroni Amedeo che la vendettero al Signor Palli, l'attività terminò prima della seconda guerra mondiale. Attualmente della cascina non vi sono tracce e tutta la zona ha assunto un aspetto residenziale.